Lavorare in sicurezza in Smart Working: ecco come fare

Ecco 8 semplici consigli per lavorare in sicurezza anche lontano dall'ufficio.

redatto da Aryon Solutions | Cyber Security | 8 Aprile 2020

Una  necessità che per molte imprese si sta rivelando una potenzialità da  non abbandonare più. Perché mai come in questi mesi lo Smart Working si è  dimostrato la soluzione per dare continuità al business e salvaguardare  la salute pubblica. Ma è possibile lavorare in sicurezza in Smart  Working?

La  crisi sanitaria innescata dal Covid-19 ha aumentato drasticamente il  numero di persone che lavorano da casa e, di conseguenza, anche i  potenziali rischi legati alle minacce informatiche.

Un valido aiuto proviene dai prodotti Darktrace, progettati per rispondere ai cyber-attacchi in pochissimi secondi ed  evitare che questi facciano danni. Ma non solo dall’esterno: le  tecnologie di Darketrace individuano le anomalie emergenti anche  all’interno della rete, rilevando proattivamente i comportamenti  malevoli.

Lavorare in sicurezza in Smart Working: i consigli di IBM

Come  riportato da IBM Italia, lavorare in sicurezza in Smart Working si può.  Con piccole attenzioni quotidiane è possibile far fronte ai  cyber-criminali alla ricerca di vulnerabilità per colpire i dati delle  persone. Ecco allora gli 8 consigli per lavorare in sicurezza in Smart  Working:

1. Portare a casa solamente le informazioni e i dispositivi assolutamente necessari: il modo migliore per proteggere le informazioni più importanti, infatti, è lasciarle al sicuro in ufficio.

2. Salvaguardare la rete domestica e comunicare solamente attraverso connessioni sicure: per  lavorare in sicurezza in Smart Working è necessario proteggere la rete  di casa con una crittografia WLAN forte, con una password complessa e  con aggiornamenti regolari.

3. Aggiornare il software su tutti i dispositivi: gli aggiornamenti dei dispositivi domestici e aziendali aiutano a  mantenere alto il livello di sicurezza e a proteggersi dagli hacker.

4. Spegnere i dispositivi intelligenti (Siri, Alexa…) e coprire la webcam quando non è in funzione: le registrazioni, vocali o video, potrebbero finire in mani sbagliate.  Spegnendo ogni dispositivo si limita il rischio di condividere  involontariamente informazioni sensibili e personali.

5. Non mischiare l’utilizzo personale con quello aziendale dallo stesso dispositivo: fare una chiara distinzione tra strumenti domestici e strumenti  aziendali è necessario per lavorare in sicurezza in Smart Working.

6. Identificare tutti i partecipanti delle riunioni online: seppur  in videoconferenze con diversi partecipanti sconosciuti non sia sempre  facile, è bene identificare le persone con cui si sta dialogando in modo  tale da evitare che individui non autorizzati riescano ad acquisire i  dati di accesso.

7. Una volta smesso di utilizzarlo, disconnettere il dispositivo: per  lavorare in sicurezza in Smart Working, il consiglio è spegnere i  dispositivi non appena si smette di usarli. Anche durante le pause, per  non mettere a repentaglio i dati aziendali.

8. Non aprire e-mail sospette o allegati di cui non si conosce il mittente: lo Smart Working ha accresciuto notevolmente i tentativi di truffe  attraverso la posta elettronica, fondamentale dunque per lavorare in  sicurezza è diffidare dalle e-mail sospette e non scaricare file che  potrebbero rilevarsi maligni.

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Fonte: https://www.ibm.com/easytools/runtime/hspx/prod/public/X0027/PortalX/page/pageTemplate?s=78c374df5c884363b46454a5ffefb5d9&c=7c328821e2554904aae7bfbda5d4af71